SERVIZIO POSTALE MILITARE ITALIANO

 

Nei periodi antecedenti l'Unità e successivamente, quando il servizio postale italiano fu unificato, vennero applicati bolli o scritte di "Servizio Militare"; tali segni erano finalizzati alla franchigia ma si trattava di corrispondenza inviata con il servizio postale civile.
La posta militare propriamente detta è nata inizialmente per l'esclusivo servizio di collegamento in tempo di guerra fra i comandi militari e le unità mobili combattenti realizzata con staffette e portaordini.
La posta militare organizzata con i propri uffici e gestita dai militari con bolli e mezzi di trasporto militari, si trasformò nel 1896 in un servizio autonomo di posta sul tipo di quella civile. Oltre a quella di servizio, i militari gestivano perciò anche il flusso epistolare fra i combattenti e le famiglie della truppa; tale canale postale entrava in servizio anche durante le manovre militari e in modo massiccio in caso di conflitto. In questo ultimo caso il motivo non dichiarato era anche quello di poter censurare e controllare la posta dei combattenti indirizzata alle loro famiglie ed avere maggiore sicurezza nel trasporto.

La corrispondenza effettivamente trasportata con il canale militare si distingue da quella civile per la presenza di bolli tipici della posta militare italiana. Le forze di terra usavano quasi sempre la dicitura "Posta Militare", le scritte non contenevano logicamente nomi di localitÓ ma un numero identificativo (oppure il nome) dell'unità da cui dipendevano; infatti le unità o le divisioni militari alla loro costituzione vennero dotate di ufficio postale (che si spostava al seguito dei reparti) con propri bolli a data variabile di posta militare (identificate dal numero o dal nome del reparto). Il timbro delle forze navali lasciava impresso anche il tipo di natante o di nave, esempio "Regia Nave" seguito dal nome. In caso di dismissione della nave, o di chiusura delle unità di terra i timbri erano distrutti.

In alcune occasioni o periodi storici si verificarono fatti o avvenimenti politico-militari che consigliarono di usare altre diciture, per esempio la dicitura "Posta Speciale" o "Posta da Campo"; nel primo caso per non ammettere pubblicamente l'intervento nella guerra di Spagna, nel secondo per nascondere l'utilizzo promiscuo di un servizio militare di sicurezza in tempi in cui il servizio governativo utilizzato per l'uso civile era veramente poco affidabile.
Le tariffe di invio della corrispondenza dei militari ebbero fasi alterne, passando dalla franchigia iniziale alla tassa semplice a carico del destinatario, poi di nuovo in franchigia nella guerra di Libia nel 1911, per essere definitivamente concessa la franchigia durante la guerra "15 - "18 (in quel periodo nelle colonie, a differenza che in patria, venne mantenuta la franchigia non solo per le cartoline ufficiali distribuite dai reparti militari, ma anche per le lettere con timbro militare). Successivamente nelle colonie si adottò quasi sempre la franchigia per le cartoline spedite dai militari e la tariffa ridotta per le lettere inviate da loro, mentre si ebbe la tariffa ridotta per lettere e cartoline ricevute dai militari.

Prima Guerra Mondiale

Il servizio di Posta Militare della I° Guerra Mondiale era possibile solo alle truppe mobilitate in zona di operazioni, ai marinai imbarcati su navi da guerra e ai militari delle Piazze Marittime (anch'esse considerate postalmente "zona di guerra") di La Spezia, Venezia, Taranto e Messina-Reggio.
Il servizio era misto: per il flusso "zona di guerra-Paese" era militare la raccolta e il trasporto ai centri principali di smistamento militare di Milano, Treviso, Genova(?) e Bologna, in cui era effettuata la bollatura, il controllo e la censura ; poi passava al servizio civile per la consegna. (nei territori nemici occupati dalle forze italiane, anche per i civili era utilizzata la posta militare).

Per il flusso contrario "Paese-zona di guerra" (l'indirizzo riportava il reparto e il generico "zona di guerra" sia per motivi di segretezza, sia per facilitare una prima separazione delle corrispondenze indirizzate ai civili da quelle indirizzate ai militari in armi) la raccolta della corrispondenza era ovviamente civile, come anche l'annullo a data ed il successivo recapito presso i centri di smistamento militare (che erano in possesso di elenchi quotidianamente aggiornati dello spostamento delle truppe sui vari fronti o zone di operazioni).
Questi uffici militari dopo aver effettuata la censura e la bollatura al retro (non sempre) la avviavano ai vari reparti per la consegna ai destinatari.

Nel periodo della prima guerra mondiale venne emessa, su ispirazione del Regio Esercito, una "Busta Postale" con impronta di valore a tariffa ridotta (valevole solo per corrispondenza inviata ai militari e per il primo porto in P.O. esclusi i servizi accessori) munita di formulario per facilitare il corretto modo di scrivere l'indirizzo del militare al fronte. Era una busta di color verdastro riservata ad uso dei famigliari dei militari in armi, il colore particolare faceva riconoscere immediatamente al servizio postale civile le lettere inviate in zona di guerra (la corrispondenza inviata ai militari godeva comunque della tariffa ridotta).

A differenza delle navi che facevano capo al Ministero della Marina, le piazze militari, cioè i porti militari e le difese costiere, (La Spezia, Venezia ecc. ) usavano il servizio civile, limitandosi alla censura locale della corrispondenza in arrivo e in partenza.
Per il servizio ai marinai naviganti si continuò a seguire il metodo dell'Ottocento che concentrava la posta al Ministero della Marina a Roma. Dopo aver effettuata la doverosa censura provvedeva, se inviata al Paese, a consegnarla alla posta civile, viceversa se era indirizzata alle Navi Militari provvedeva all'inoltro con i suoi mezzi. E' da notare che per i marinai era stato diviso e ufficializzato il percorso postale in due tronconi: il primo Paese-Ministero Marina Militare, il secondo Ministero-Nave
E' evidente che in questo caso, un eventuale servizio espresso, se originato dalle navi, era eseguito a destino nel Paese, se originato dal Paese era eseguito dall'ufficio civile di Roma al Ministero poi diventava posta ordinaria, infatti per le forze di terra, sia nella prima guerra mondiale che nella seconda, era stato vietato il servizio espresso per la corrispondenza indirizzata in "zona di guerra".

Nel 1892 (in tempo di pace), per sopperire alle necessità postali delle navi militari in missione all'estero, (anche se in acque italiane erano considerate "all'estero") era stato escogitato un sistema concesso dalla normativa U.P.U. per superare alcuni problemi pratici; il 25 Luglio 1892 fu stipulata una Convenzione postale tra la Regia Marina e l'Amministrazione Postale Italiana.
A bordo di ogni nave venne creato un ufficio postale, e considerando che per norme U.P.U., gli uffici postali potevano spedire in franchigia (anche all'estero) ad altri uffici postali (ma non a indirizzi personali), perciò le corrispondenze inviate dalle navi (considerate madrepatria dall'U.P.U.) potevano essere affrancate con la tariffa nazionale, impacchettate e i dispacci sigillati spediti dai porti esteri in franchigia per l' ufficio postale della Regia Marina a Roma.
L'invio dei dispacci poteva essere fatto sia per mezzo degli uffici postali delle amministrazioni estere, sia attraverso i consolati italiani (con la "valigia diplomatica"); i plichi arrivati in Italia, erano aperti, e se in periodo bellico erano censurati, poi spediti ai singoli indirizzi per canale postale civile. Anche in tempo di guerra venne utilizzato, quando possibile, lo stesso sistema, oppure venivano prelevate le corrispondenze dalle navi in occasione dei periodici attracchi in porto o nei rifornimenti in mare.

La franchigia era concessa alle truppe mobilitate solo se utilizzavano le cartoline del Regio Esercito distribuite dalle strutture militari e convalidate con timbri di reparto e col bollo a data dell'ufficio di posta militare di partenza.
Con le cartoline in franchigia non era possibile richiedere servizi accessori
. Le cartoline dell'esercito contenevano testi prestampati solo per il formulario dove mettere l'indirizzo del mittente.
Le cartoline distribuite dalla Marina furono stampate specificatamente per l'Arma in due tipi: un modello distribuito nei primi tempi del conflitto aveva stampata sul recto una grande àncora con aquila e il formulario per il mittente al verso; la parte riservata alla corrispondenza aveva stampate delle frasi fisse da cancellare o sottolineare senza possibilità di nessuno scritto aggiunto all'infuori dell'indirizzo e della firma. Successivamente in un secondo tipo, il formulario per l'indirizzo mittente venne riportato sul fronte dalla parte indirizzo, il formulario fisso da cancellare o sottolineare fu abolito e il disegno dell'àncora con aquila fu ridotto di dimensione.

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I quattro tipi di cartoline in franchigia militare dell'Esercito. La prima emessa in alto a sinistra, la seconda a destra con cartiglio di diffida, la terza con cartiglio spostato e la quarta imbandierata (emessa nel Marzo 1918).

Per alcuni mesi dallo scoppio del primo conflitto mondiale si ebbero problemi grossi per l'approvvigionamento delle cartoline in franchigia dell'Esercito, anche se ufficialmente (come affermato dallo Stato Maggiore) dal 13 Giugno 1915 il servizio postale militare era pienamente efficiente. La carenza di cartoline in franchigia venne risolta accettando come corrispondenza in franchigia ogni cartoncino (illustrato o no) che recasse un timbro di reparto militare o di ufficio postale militare fino al 20 Luglio 1916, quando un apposito decreto mise fine alla concessione.
Per ragioni di tempo nei controlli della censura si scoraggiava l'uso delle lettere da parte dei militari in direzione "zona di guerra-paese"; ricordo che le lettere erano accettate solo se in tariffa normale. Se il militare spediva senza affrancare, erano tassate a destino con tassa speciale T.S. di primo porto; infatti il regolamento recitava: "...dal 1 Luglio 1866 il bollo d'origine d'un uffizio di posta militare sulle lettere è considerato come un'apposizione di francobollo a credito ....."

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Corrispondenza  con tassa a carico spedita da militare  della prima guerra mondiale
 
Corrispondenza  con tassa a carico spedita da militare  della prima guerra mondiale
Due buste con affrancatura a carico. A sinistra 1915 una busta dei primi tempi quando il militare pensava che tutta la sua corrispondenza fosse in franchigia (vedi la scritta in alto). A destra 1916 il militare ricevendo le lettere a tariffa ridotta pensava che anche i suoi invii lo fossero. Ambedue sono tassate come da normativa postale; la prima (con T.S.) a tariffa semplice,nella seconda (nel 1916 la tariffa era aumentata a 20 cent.) è stata applicata la sola integrazione

Le lettere spedite dai militari potevano essere affrancate per il servizio espresso, invece se dirette ai militari l'eventuale richiesta di consegna espresso non era consentita (e i francobolli espresso non avrebbero dovuto essere obliterati, ma quasi sempre furono annullati, anche se la normativa era tassativa e minacciava pesanti sanzioni agli addetti postali).

Dall'affrancatura erano esclusi gli scritti di servizio ufficiali, questi potevano viaggiare non affrancati se riportavano il solito timbro ovale di franchigia di cui erano dotati i reparti militari. Le cartoline in franchigia per i soldati erano contingentate, se superiori al numero stabilito dovevano essere affrancate, se spedite senza il bollo di convalida del reparto o senza il timbro di posta militare erano considerate posta civile e tassate per il doppio della tariffa (la cartolina era considerata un semplice supporto). Per un certo periodo per limitare il flusso postale aumentato a dismisura, venne applicato l'obbligo dell'affrancatura per le cartoline spedite fra militari in "zona di guerra". A titolo di esempio ricordiamo che il numero delle cartoline in franchigia (in periodi diversi) oscillò dalle 1.400.000 alle 2.500.000 unità giornaliere delle sole cartoline in direzione zona di guerra-Paese e zona di guerra-zona di guerra.

La posta dei militari proveniente e indirizzata all'estero (come quella civile) era concentrata per la censura ai centri di "censura posta estera" di Milano (per Svizzera e nord Europa), Genova (da e per le Americhe) e Bologna (per il resto del mondo).
Nei primi tempi era stato previsto il solo ufficio censura di Bologna pensando che fosse sufficiente, ma la massa di corrispondenza fu tale che intasò la struttura obbligando ad ampiarla e ad aprire dei nuovi uffici. Successivamente al nord in alcune città furono aperti uffici di censura civile.

La posta dei militari italiani e alleati poteva essere indirizzata ai paesi alleati in franchigia. Se invece era indirizzata a congiunti residenti in paesi terzi non in guerra, era affrancata d'ufficio con francobolli dai reparti postali. Dall'inizio del conflitto ai primi di Agosto del 1917 per la convalida della franchigia si usarono bolli a date con le indicazioni delle grandi unità di appartenenza; dopo tale data per questioni di segretezza il nome dell'unità fu sostituito da un numero. Dopo il disastro di Caporetto molti dei vecchi timbri furono riesumati per necessità contingenti, per essere di nuovo sostituiti con numeri diversi dai precedenti.

Fra le due guerre mondiali si ebbe ancora necessità della franchigia per le truppe stanziate in Egeo, in Africa Orientale e in Libia; furono emesse cartoline di propaganda che vennero distribuite per celebrare i fasti dell'impero. Fu anche emessa una cartolina a tariffa ridotta ad uso della bassa forza militare.

Le guerre coloniali

Nel corno d'Africa in A.O.I. (Africa Orientale Italiana) furono previste cartoline in franchigia per i militari di bassa forza, "soldati, caporali e caporalmaggiori dell'esercito e gradi equivalenti delle altre forze armate dello stato in servizio effettivo" ; inoltre, per favorire e accelerare il flusso postale con le famiglie, a motivo della lontananza, si concesse dal 10 Agosto 1935 la possibilità di richiedere il servizio aereo anche con le cartoline propagandistche in franchigia.
Chiaramente gli ufficiali (ed anche la bassa forza) pagando la tariffa piena della corrispondenza potevano tranquillamente usufruire del servizio aereo anche prima della concessione speciale per la franchigia; questa possibilità aerea per la franchigia (non prevista inizialmente per i militari di stanza su altri fronti), dal 10 Gennaio 1936 venne estesa anche alla franchigia delle colonie della Libia e dell'Egeo. Con la fine delle ostilità su questi fronti le cartoline propagandistiche in franchigia furono poste fuori corso dal 1° Gennaio 1937.

Proclamato l'Impero e scoppiata la pace, finì la franchigia; ma per favorire i militari di stanza nelle colonie fu introdotta la tariffa ridotta sia per gli invii dei militari sia per i parenti che corrispondevano con i militari, uniformandola al 50% della tariffa di P.O..

La guerra di Spagna

L'Italia ufficialmente non si era intromessa nel conflitto interno spagnolo, ma dopo gli iniziali aiuti ai "Ribelli Franchisti" si cominciarono a mandare aerei e piloti militari, poi truppe "volontarie" richiamate da buone paghe. All'inizio erano poche unità, poi velocemente aumentarono fino ad alcune decine di migliaia, e dato che il servizio della posta spagnola non funzionava bene, i volontari si lamentavano; da qui venne la necessità di organizzare un servizio postale "speciale" (è da leggere militare, ma ufficialmente non si poteva dire) con tariffa aerea (obbligatoria). Tale tariffa era assimilata a quella delle colonie del'A.O.I. cioè tariffa interna italiana con il porto aereo dell' A.O.I.. Le cartoline postali erano in franchigia. Tutta la corrispondenza era spedita in patria con un servizio aereo. In quel frangente era stato attivato anche un servizio di censura a Malaga per la posta in partenza ed in arrivo dall' Italia.

Gli invii in patria erano indirizzati a "Posta speciale 500" a cui faceva da indirizzo "Napoli Concentramento" .
La necessità di non figurare come "posta in franchigia" fece emettere dei semplici cartoncini di vari colori e vari modelli con righe per gli indirizzi e formulario del mittente; in sostanza erano una via di mezzo fra le cartoline postali e le cartoline in franchigia della prima guerra mondiale. Un altro modello era molto simile a quelle di Stato con risposta, ma stampate senza emblemi nè impronta di francobollo. Erano dotate di un solo cerchio a stampa dove applicare il timbro di partenza anonimo, con il solito "posta speciale" che garantiva la franchigia (bisogna anche ricordare che l'Italia effettuava un blocco navale nel golfo di Valencia con base alle isole Baleari in mano agli alleati franchisti; vedere la lettera allegata in cui era contenuta la foto di una delle navi che effettuava il blocco e che il marinaio spedisce alla morosa)

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Guerra di Spagna blocco navale
1937 - Busta inviata da bordo dell'incrociatore DIAZ, una delle navi italiane che effettuavano il blocco navale ai repubblicani nel golfo di Valencia , tassata al retro con tariffa per l'interno. Nel testo: ....non si trovano i francobolli ..... Il giorno 7 abbiamo avuto su Palma [Palma di Maiorca] un bombardamento dai rossi, però ben otto apparecchi rossi da bombardamento ci han lasciato le penne, una trentina di persone in città ci han lasciato la pelle..... Al retro della foto la scritta: "R. Incrociatore DIAZ saluto alla voce" settembre 37 XV.

La guerra di Albania

L'Albania aprì un nuovo capitolo storico postale. Il nostro corpo di spedizione era ufficiale perciò era stata attivata la posta militare ma mancavano i francobolli e le cartoline in franchigia. All'inizio ci si arrangiò come si potè; i militari mandavano lettere con la scritta "zona sprovvista di francobolli" ma spesso (non tutte) risultano affrancate evidentemente dai reparti militari, in seguito ci si rifece al regolamento e se non affrancate erano addebitate in tariffa semplice al destinatario.

Nei primi tempi addirittura si usarono anche cartoncini bianchi rigati a matita affrancati con Cent. 10 (era la tariffa ridotta speciale dei campi DUX , G.I.L. o simili). Finalmente dopo circa un mese arrivarono le cartoline postali in franchigia di colore azzurro con la specifica scritta ALBANIA nella parte indirizzo. Nel formulario del mittente ricalcavano con poche variazioni quelle emesse nel 1935 per la guerra coloniale contro il Negus. Conosceremo molto bene successivamente questo tipo in cartoncino azzurro perchè in totale fino alla fine della seconda Guerra Mondiale se ne spedirono oltre 400 milioni di pezzi.

Alcuni esempi di bolli di posta militare delle varie epoche

 

Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale si organizzò il servizio postale ad uso dei militari in armi sostanzialmente secondo il modello della prima Guerra, con poche modifiche necessarie al diverso spiegamento delle forze su un teatro bellico molto più vasto. Le cartoline in franchigia, a parte piccole modifiche grafiche, furono uguali per Esercito e Marina. Dal Dicembre 1940 si cominciò sul fronte interno la guerra psicologica della propaganda, vennero distribuiti molti tipi di cartoline in franchigia con illustrazioni che irridevano il nemico, esaltavano il valore italiano e incitavano i civili al risparmio dei consumi a favore dei combattenti.


Poi nel Settembre 1941 per contrastare l'uso delle lettere di tipo civile dei soldati in armi su fronti lontani (che rendevano più difficile il controllo della censura e ostacolavano il trasporto con il loro maggiore peso) si creò un nuovo oggetto postale da non affrancare se inviato con bollo di posta militare: i biglietti postali in franchigia. Se ne avvantaggiarono i combattenti che poterono comunicare gratuitamente con i loro cari inviando scritti più corposi di quelli possibili sulle cartoline, (su cui lo spazio già ridotto, a volte era ulteriormente diminuito dallo spazio occupato dalla propaganda).

Agli inizi del 1942 per mancanza di francobolli dei reparti combattenti, venne disposto che eventuali corrispondenze (le lettere escluse dalla franchigia) riportanti il bollo a data di posta militare o non affrancate con la scritta "Zona spovvista di francobolli" fossero consegnate senza tassazione.
Sui biglietti postali e sulle cartoline in franchigia, inizialmente, era escluso ogni servizio accessorio di posta, dall'Agosto del 1942 ne fu permesso l'invio in posta aerea e per espresso (questa possibilità era già stata concessa il 10 Agosto 1935 ai militari di bassa forza di stanza in A.O.I. [vedi sopra] ). I civili che scrivevano ai militari godevano della tariffa ridotta al 50%, ma solo per il primo porto in posta ordinaria, (lettere e cartoline postali di peso inferiore ai 15 gr.) i servizi speciali accessori applicati dovevano essere interamente pagati sia dai militari che dai loro corrispondenti.

Dopo l'8 Settembre "43 e la divisione in due dell'Italia, si ebbe per la posta militare una sostanziale convergenza normativa delle due parti in conflitto, con la norma che fosse sufficente un controllo e la bollatura preventiva di qualunque supporto presentato in un ufficio postale militare per godere della franchigia. Al Nord si potè avere la franchigia anche per la posta indirizzata ad un militare, mentre si ebbe la sola riduzione del 50% al Sud mantenendo la vecchia regola del Regno ante armistizio(?).
Al Nord la posta militare si trasformò in Posta da Campo la cui costituzione si ebbe il 22 Novembre 43 ed entrò in attività col 1° Gennaio 1944 per ordine dello Stato Maggiore Esercito della R.S.I.; per l'organizzazione del servizio venne incaricata la Milizia Postelegrafonica cioè la ex polizia postale dell'Italia fascista imperiale che aveva avuto da sempre incarichi di controllo e sicurezza postale. Nel periodo compreso tra l'8 Settembre e l'entrata in servizio della Posta da Campo i militari che si erano schierati con i tedeschi corrisposero con la Feldpost tedesca.

Per potersi servire del canale postale speciale (in franchigia) sopra menzionato, era necessario applicare il bollo ovale di "Posta da Campo" (ottenuto facendo richiesta al ministero) che riportava anche un numero che ne determinava l'appartenenza amministrativa (non necessariamente militare).
La "Posta da Campo" sostituì quindi la disciolta "Posta Militare" nella riorganizzazione della REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA e del suo costituendo esercito. Naturalmente i tedeschi e i militari della R.S.I. aggregati alle truppe germaniche poterono spedire a loro piacimento applicando un bollo di "Feldpost" (franchigia tedesca) o anche un semplice bollo amministrativo dell'esercito germanico. Al Sud ai combattenti italiani "cobelligeranti" con gli Angloamericani bastava un timbro militare ufficiale per godere della franchigia.

Ambedue le parti dell'Italia emisero delle cartoline in franchigia militare al sud con lo stemma Sabaudo depurato dai fasci ed al nord stampate con gladio e fascio repubblicano.

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Cartolina in franchigia della seconda guerra mondiale combattenti della R.S.I. Cartolina in franchigia della seconda guerra mondiale combattenti della armata del Sud
1944 - Cartolina in franchigia militare della R.S.I., all'epoca se ne stamparono vari tipi con frasi patriottiche. 1944 - Cartolina in franchigia militare del Regno del Sud, all'epoca se ne stamparono di due colori azzurro-verde e camoscio.

Vedi anche RIDUZIONI MILITARI

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Corrispondenza del servizio militare post unitario
1862 - Servizio militare in franchigia da Verolanuova a Brescia, ottenuta con bollo personale dell'ufficio e firma del responsabile.
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Corrispondenza in franchigia del servizio militare post unitario
1864 - Servizio militare in franchigia da Fiorenzuola a Carpaneto, ottenuta con bollo ufficiale del comando con stemma Sabaudo e lineare di reparto, controfirmato dal responsabile.
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La prima guerra mondiale
Corrispondenza di emergenza del  servizio militare del '15 - '18
12 Giugno 1915 - Cartolina civile in franchigia dei primi tempi del conflitto, sono presenti tutte le possibili caratteristiche negative del momento; è localizzata con dichiarazione del reparto e bollo civile della località (Tremosine). Riporta i bolli tondi e lineari del reparto e quello ovale di franchigia.
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15 Ottobre 1915 - Lettera in franchigia spedita da località prossima al confine italiano con la Francia. Indirizzata ad un civile ubicato in Francia è stata censurata a Bologna Censura Posta Estera.
L'ovale di reparto era riservato alla corrispondenza ufficiale.
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1915 - Cartolina civile affrancata (per probabile mancanza di quelle in franchigia) spedita dalla zona del passo Tonale dove era dislocata la divisione Alpina. Ha applicato il raro bollo di colore rosso usato in Giugno - Luglio - Agosto "15. Per regolamento la corrispondenza doveva riportare il mittente ma nei primi tempi si lasciò correre .
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Corrispondenza di emergenza del  servizio militare del '15 - '18 con bollo censurata
1918 - Cartolina civile affrancata (probabile soprannumero di quelle in franchigia) spedita da località "zona di guerra", dal - 21° Compagnia telegrafisti - La censura ha cancellato il numero di posta militare (si intravede 99) all'epoca dislocata a Riva del Garda.
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Corrispondenza francese di italiano in servizio militare nella prima guerra mondiale
1918 - Fronte e retro di cartolina francese in franchigia, inviata da militare italiano in Francia T.A.I.F. (probabile truppe alpine italiane in Francia) Notare il formulario al retro simile alle nostre (primo tipo) della Marina.
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Corrispondenza di militare francese in Italia in servizio militare nella prima guerra mondiale
1917 - Cartolina illustrata in franchigia, inviata da militare telefonista bilingue alla famiglia in Francia; passata indenne a tutti i divieti del periodo. Che differenza di rigore rispetto ai francesi!. E la Censura Posta Estera?.
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Cartolina  in franchigia affrancata d'ufficio per l'estero di militare  italiano nella prima guerra mondiale
1915 - Fronte e retro di cartolina in franchigia, inviata da militare italiano per la Svizzera. La normativa prevedeva la franchigia per i congiunti all'estero, ma non per i parenti. Passata dalla CENSURA POSTA ESTERA di Bologna. Qualcuno la tassò qualche altro affrancò e annullò manualmente il francobollo.
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Cartolina  in franchigia militare  della prima guerra mondiale
1917 - Cartolina in franchigia, inviata da militare francese di stanza sul fronte italiano per la Francia. Come alleato aveva diritto alla franchigia, però pur avendo subito la censura della PIAZZA MARITTIMA DI VENEZIA è stata inoltrata con canale civile da Mestre.
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Corrispondenza  con tassa a carico spedita da militare  della prima guerra mondiale
1918 - Fronte di busta inviata da militare senza affrancatura tassata in tariffa primo porto semplice dei militari mobilitati. Notare il vecchio segno di tassa in uso in periodo prefilatelico e nei primi tempi dell'Unità.
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Cartolina in franchigia di marinaio militare  della prima guerra mondiale
1915 - Fronte e retro del primo tipo di cartolina in franchigia della Regia Marina, con al retro un formulario di frasi da cancellare non potendosi scrivere altro.
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Cartolina in franchigia di marinaio militare  della prima guerra mondiale  secondo tipo
1916 -Secondo tipo di cartolina in franchigia militare della Regia Marina; sostanzialmente molto simile a quelle dell'Esercito.
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Busta  a tassa ridotta  per corrispondenza dei parenti di militare  '15 -'18
1915 - La busta a tariffa ridotta per corrispondere con i militari da parte dei parenti. con fascetta di censura militare.
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Le guerre coloniali
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Busta  in franchigia militare  dalle colonie '15 -'18
1916 - Busta in franchigia dalla Cirenaica; per le colonie era concessa anche alle lettere.
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Busta  in franchigia militare  dalle colonie '15 -'18
1914 - Busta in franchigia da Bengasi. In alto a destra poco visibile bollo di franchigia ovale 1°Compagnia Cannonieri Bengasi; nel testo ...per la verifica delle deformazioni subìte dai cannoni per il gran numero di colpi sparati. Staremo fuori un mesetto.....
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Cartolina  in franchigia militare  dalle colonie 1936
1936 - Fronte e retro di cartolina in franchigia dall'Impero; specifica per l'Africa Orientale Italiana e per sottolineare le conquiste è anche riportata la cartina.
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La guerra di Spagna
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Cartolina in franchigia della guerra di Spagna combattenti italiani
1937 - Cartolina in franchigia delle truppe "volontarie" della guerra di Spagna 1936 - 39.
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Guerra di Spagna combattenti italiani
1937 - Cartolina in franchigia tipo cartoline postali di stato delle truppe inviate in Spagna
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La guerra d'Albania
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Cartolina in tariffa ridotta  della guerra di Albania
1939 - Albania cartolina di fattura casalinga in cartoncino affrancato con Cent. 10 (tariffa ridotta speciale dei campi DUX , G.I.L. ecc).
Lettera in franchigia della guerra di Albania combattenti al fronte
1939 - Albania busta non affrancata per mancanza francobolli, procedura tollerata fino al mese di Giugno 1939.
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Cartolina in franchigia della guerra di Albania combattenti al fronte
1939 - Cartolina approntata dopo oltre un mese dell'invasione dell'Albania riporta sul fronte la scritta "Posta Militare Albania"; divenne successivamente la tipica franchigia militare della seconda guerra mondiale.
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La seconda guerra mondiale
Cartolina in franchigia della seconda guerra mondiale combattenti al fronte
1941 - Cartolina tipica della franchigia militare usata nella seconda guerra mondiale. Praticamente identica al tipo usato in Albania.
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Cartolina illustrata di propaganda in franchigia della seconda guerra mondiale
1941 - Fronte e retro di una delle tante cartoline di propaganda in franchigia militare, emesse dal Regio Esercito.
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1941 - Busta di militare di stanza a Rodi con affrancatura specifica e posta aerea
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Biglietto postale  in franchigia della seconda guerra mondiale
1942 -Biglietto in franchigia militare con propaganda , le frasi furono molteplici ma il modello rimase unico.
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Cartolina in franchigia con propaganda della seconda guerra mondiale
1942 - Cartolina in franchigia militare con propaganda , all'epoca se ne stamparono vari tipi; per ricuperare spazio per le frasi di incitamento ne venne rifatto il disegno e l'impostazione.
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